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Cybersecurity. Biraghi (Leonardo): «Estendere incentivi Industria 4.0»

Alessandro Polli – Settembre 21, 2017

Leonardo è tra i gruppi industriali europei leader nel campo della cybersecurity. Nel giugno dello scorso anno è stato tra i membri fondatori di Ecso (European Cyber Security Organization), organizzazione no profit di diritto belga, che rappresenta la controparte industriale della Commissione Europea per l’attuazione di una partnership pubblico-privato – indicata nei documenti ufficiali come cPPP − nel settore della sicurezza informatica.

Il gruppo punta sui giovani e sul mondo accademico per rimanersi all’avanguardia nel campo. «Per seguire i nuovi filoni di innovazione digitale, come quello della cybersecurity, servono nativi digitali. E’ un principio che teniamo ben presente anche nelle acquisizioni, dove siamo molto attenti alle startup e alle iniziative dei giovani che si interessano del cyberspace», dichiara Andrea Biraghi, managing director della divisione Security&Information Systems di Leonardo, recentemente intervistato da Corriere Comunicazioni. E aggiunge: «sono attive collaborazioni con atenei di primo piano, come la Sapienza di Roma, il Politecnico di Milano e le università di Genova e Firenze. L’obiettivo, da qui in avanti, è però non soltanto di collaborare con loro nell’R&D, ma anche di selezionare i migliori dottorandi e ricercatori e di portarli in azienda, per farli diventare i protagonisti del processo di cambiamento in corso nel nostro Paese e in tutta Europa».

In questa fase di rapida innovazione, uno dei temi chiave è il piano Industria 4.0, che prevede una serie di incentivi per le imprese che intendono digitalizzare i sistemi di produzione. Secondo Biraghi, il piano del governo «potrebbe essere sensibilmente migliorato estendendo gli incentivi: non soltanto con il super-ammortamento attuale, ma includendo i servizi che spesso si rivelano fondamentali nel campo della cybersecurity. Questo potrebbe dare una spinta importante per la messa in sicurezza dei sistemi informatici». Conclude Biraghi: «Industria 4.0 è una forma spinta di digitalizzazione nella filiera industriale: ogni componente, fase, macchina, ci dà informazioni che consentono di avere feedback e grazie a questi migliorare e rendere più efficiente ed economica la produzione. Entro il 2020 avremo tra i 25 e i 30 miliardi di oggetti interconnessi, e quindi potenzialmente esposti a diventare vettori di un attacco informatico. Per non aumentare l’insicurezza del sistema è fondamentale che Industria 4.0 venga realizzata col principio della security by design».

Fonte: Corriere Comunicazioni

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