Abstract

Il rischio cyber – così come, più in generale, il rischio di security – rientra a pieno titolo tra quelli definiti da Prandi come “puri” ed “esterni” o da Saccone come “potenziali”. Tale tipologia di rischio, che si muove all’interno di un’arena già di per sé instabile e complessa, è analizzata attraverso diverse dimensioni: dal piano giuridico e normativo a quello di contesto, dallo studio dell’architettura nazionale che gravita intorno al tema fino ad arrivare ai potenziali sviluppi futuri.

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