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Cybersecurity. Verso una forza armata cibernetica italiana?

Alessandro Polli – Settembre 26, 2018

In uno scenario strategico che sempre più, non solo nei paesi industrializzati, si orienta verso il cyberwarfare – cioè l’insieme di attività di preparazione e conduzione di operazioni di contrasto nello spazio cibernetico − il nostro Paese registrava un ritardo preoccupante, con un aumento del rischio soprattutto a carico delle infrastrutture critiche.

Ma il gap lentamente si sta colmando. Da un anno è stato costituito il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (Cioc) che, nel primo anno di attività, ha dovuto risolvere gli ineliminabili problemi organizzativi e di reperimento delle risorse umane.

Oggi il Cioc, per ammissione del suo comandante, il generale Francesco Vestito, intervistato da formiche.net, è giunto ad una «initial operational capability», grazie ad un organico che, a regime, ammonterà ad alcune centinaia di unità, sia militari sia civili.

Ma quali sono i compiti del Comando Interforze? Attualmente gli ambiti di attività sono due: la cyber-defense − il monitoraggio statico della rete per la trasmissione dati − e la cyber-network-defense, intesa come capacità di svolgere Vulnerability assessment and penetration test (Vapt).

Per il momento non si prevede di dotare il Cioc di capacità offensive, ma la situazione potrebbe cambiare presto. Infatti Angelo Tofalo, sottosegretario alla Difesa, intervenuto questa mattina a Cybertech Europe 2018, l’evento dedicato ai temi della cybersecurity organizzato dal gruppo Leonardo a Roma, ha dichiarato che «abbiamo ben presente l’obiettivo di costituire una forza armata cibernetica anche in Italia, fondamentale per stare al passo con i tempi. Si tratterà di proteggere le infrastrutture e le reti della difesa, ma dovrà essere anche in grado di colpire».

Fonte: CorCom

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