Lo sappiamo già, ad oggi la minaccia informatica non è più un fenomeno confinato all’IT ma coinvolge processi di business, dati sensibili, relazioni con clienti e fornitori e, in ultima analisi, la reputazione stessa di imprese ed enti. Nonostante l’aumento degli attacchi, ransomware, phishing evoluto, compromissioni della supply chain, molte aziende ed enti italiani continuano a mostrare una forte fragilità strutturale, riconducibile alla carenza di competenze digitali e di sicurezza diffuse a tutti i livelli aziendali.

Le tecnologie di difesa sono indispensabili, ma senza una cultura organizzativa adeguata diventano parzialmente inefficaci. Il fattore umano resta il primo vettore di rischio.

Cosa sono le competenze digitali?

Parlare di competenze digitali oggi equivale a parlare di:

• consapevolezza del rischio informatico
• capacità di riconoscere comportamenti anomali
• comprensione delle implicazioni operative e legali della gestione dei dati
• conoscenza delle responsabilità individuali nel trattamento delle informazioni

La sicurezza, di conseguenza, non può essere confinata a un reparto tecnico ma deve necessariamente essere incorporata nei processi decisionali, nei flussi operativi e, più in generale, nella cultura aziendale.

L’importanza della formazione

Uno degli aspetti più rilevanti è che la formazione in materia di sicurezza informatica non rappresenta soltanto una buona prassi: è sempre più un requisito implicito o esplicito di conformità normativa.

GDPR e principio di accountability

Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) impone alle organizzazioni di adottare “misure tecniche e organizzative adeguate” per garantire la sicurezza dei dati personali.
È tra queste misure che rientra la formazione del personale autorizzato al trattamento.
La mancanza di adeguata preparazione, infatti, può originare una carenza organizzativa, con possibili conseguenze in caso di data breach, sia sul piano sanzionatorio sia reputazionale.

Direttiva NIS2 e responsabilità della governance

Con l’evoluzione della normativa europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (NIS2), il tema diventa ancora più centrale. La direttiva introduce:
• obblighi di gestione del rischio cyber
• responsabilità dirette degli organi direttivi
• requisiti di formazione e consapevolezza per il management
Oltre alla protezione tecnica, quindi, si focalizza sulla responsabilità organizzativa e gestionale: enti ed aziende sono chiamati a comprendere consapevolmente il rischio digitale e a promuovere programmi formativi adeguati.

Perimetro di sicurezza nazionale e infrastrutture critiche

Per operatori pubblici e privati che rientrano in ambiti strategici, la normativa nazionale sulla protezione delle infrastrutture critiche rafforza ulteriormente la necessità di:
• procedure formalizzate
• piani di risposta agli incidenti
• formazione continua del personale coinvolto
La preparazione delle persone diventa parte integrante del sistema di sicurezza richiesto.

La formazione continua: un modello efficace

Un programma realmente efficace dovrebbe includere:
• Moduli base per tutti i dipendenti (phishing, password policy, gestione credenziali)
• Formazione avanzata per figure tecniche e responsabili di funzione
• Simulazioni periodiche di attacco
• Aggiornamenti costanti su minacce emergenti
• Coinvolgimento del management
La formazione deve essere continuativa e integrata nei processi, al contrario, una formazione episodica resta finalizzata a sé stessa, minimizzando l’importanza stessa della presa di coscienza dei rischi.

Un investimento da cui l’azienda trae enormi benefici

La sicurezza informatica è oggi un tema di governance. Le organizzazioni più avanzate ad oggi inseriscono il rischio cyber nei processi di Enterprise Risk Management, definiscono ruoli e responsabilità chiare, allocando budget specifici per la formazione e la valutazione periodica del livello di maturità cyber interna.
Ridurre il gap di competenze significa in primo luogo diminuire la probabilità di incidenti. Questo porta sicuramente alla limitazione dell’impatto economico di eventuali violazioni e a migliorare la capacità di risposta. Inoltre permette di dimostrare conformità alle aspettative regolatorie
Alla base di questi risultati c’è una consolidata formazione specialistica, soprattutto per ruoli chiave, che non deve rappresentare un costo accessorio ma un investimento in resilienza organizzativa.

In Prisma riconosciamo l’importanza cruciale della formazione del personale per ridurre il rischio di minacce informatiche e gestirle efficacemente qualora si verifichino. Per questo, concentriamo i nostri sforzi sul consolidamento e sul miglioramento continuo di servizi dedicati alla cybersecurity, che spaziano dalla valutazione del rischio alla business continuity, integrando sempre programmi formativi mirati, essenziali per garantire una protezione reale e duratura.

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