Big Data Discovery è un’interfaccia grafica che semplifica l’interrogazione dei dati grezzi di Hadoop, attraverso la scomposizione del processo di analisi esplorativa in cinque fasi.

 

Attualmente, grazie alla diffusione di piattaforme specializzate per il trattamento dei Big Data, come Hadoop e Spark, le imprese sono in grado di estrarre informazioni da enormi masse di dati non strutturati, con una profondità di analisi impensabile fino a pochi anni fa. Se queste piattaforme quindi consentono di gestire grandi dataset, continuano a presentare un limite: il loro pieno utilizzo richiede competenze specialistiche che difficilmente gli analisti di marketing, i data scientist, per non parlare di manager o comuni utilizzatori, posseggono. Tanto che per Forrester Research «la retorica sui big data ha raggiunto il culmine».

Oracle già nel 2015 ha cercato di fornire una soluzione al problema con il lancio di Big Data Discovery, un’interfaccia grafica che semplifica l’interrogazione dei dati grezzi di Hadoop, attraverso la scomposizione del processo di analisi esplorativa in cinque fasi – ricerca, esplorazione, trasformazione, scoperta e condivisione. In questo modo si agevola l’individuazione da parte dell’utilizzatore di eventuali correlazioni statistiche tra le informazioni. Il pacchetto quindi non è altro che uno strumento, per quanto potente, di ispezione grafica, cioè quel tipo di analisi qualitativa preliminare che riveste un’importanza fondamentale in qualsiasi procedura di analisi dei dati.

Big Data Discovery consente anche di condividere i risultati dell’ispezione preliminare all’interno di gruppi di lavoro. Il vantaggio è evidente: quando un dataset comprende un’ingente massa di dati, è più facilmente gestibile da un gruppo di lavoro, specialmente se al suo interno comprende uno o più team di analisti.

Fonte: Jade Global