L’intelligenza artificiale sta sicuramente cambiando il mondo del lavoro più rapidamente di quanto ci si potesse aspettare. Sempre più aziende, infatti, automatizzano attività operative, amministrative e creative che fino a pochi anni fa rappresentavano il punto di ingresso naturale per molti giovani professionisti. Quello di oggi è un rischio culturale, più che tecnologico.
Diversi osservatori stanno evidenziando un fenomeno crescente: l’AI non sta necessariamente favorendo licenziamenti, ma comunque sta facendo in modo di ridurre le assunzioni entry-level e trasformando il modo in cui si costruisce esperienza professionale.
Ma qui nasce un paradosso fondamentale:
se automatizziamo completamente i ruoli junior, chi saranno i senior di domani?
Il vero problema non è l’AI
La narrazione dominante spesso contrappone tecnologia e persone, in realtà in questo caso il tema non è “AI contro giovani”, ma come le aziende scelgono di integrare l’AI nei propri modelli organizzativi.
L’automazione, infatti, può certamente aumentare produttività ed efficienza ma, se utilizzata esclusivamente per comprimere costi e ridurre formazione interna, rischia di impoverire il capitale umano aziendale nel medio periodo.
È ormai più che risaputo che le competenze non nascono automaticamente, ma si costruiscono lavorando, migliorano affiancando professionisti esperti e si affinano sbagliando, correggendo e sperimentando.
Ecco perché le aziende che si affidano completamente all’AI rischiano di commettere un errore strategico: cercare persone già formate senza investire più nella crescita delle nuove generazioni.
La risposta di Prisma: tecnologia e formazione insieme
In Prisma crediamo che l’AI debba essere uno strumento di accelerazione del talento, non un sostituto dell’apprendimento umano.
Per questo abbiamo scelto un approccio molto chiaro, che già adottiamo da anni, che è quello di integrare innovazione tecnologica e crescita professionale attraverso un modello basato sul learning-by-doing.
Non consideriamo i giovani “risorse da addestrare”, ma professionisti in evoluzione da coinvolgere direttamente nei progetti reali, lavorando fianco a fianco con figure senior.
Questo approccio, negli anni e oggi, permette di trasferire competenze operative reali poiché lavorando su progetti reali fa in modo di sviluppare autonomia decisionale e, nel tempo, creare cultura progettuale; sicuramente accelera la maturazione professionale e la capacità di gestione, in questo contesto l’uso dell’AI è un supporto produttivo e non come scorciatoia organizzativa.
Per questo motivo abbiamo dato vita già da qualche anno ad un team di ricerca che lavora sull’AI e sulle sue applicazioni in vari ambiti, avviando diverse attività di ricerca e progettazione, costituito da membri più giovani, affiancati da sviluppatori con una consolidata expertise alle spalle.
Collaborazione con università e mondo accademico
Un altro degli aspetti centrali del modello Prisma è il dialogo continuo con università, istituti e percorsi formativi, di particolare rilievo è la collaborazione con il DIAG La Sapienza e l’Isitituto M.A.SK. che ha improntato la sua offerta formativa integrando l’AI nei propri corsi professionalizzanti, riducendo notevolmente la distanza tra formazione accademica e lavoro reale, che ancora oggi rappresenta uno dei principali ostacoli all’occupazione giovanile. In un contesto in cui le tecnologie evolvono rapidamente, il rischio è che le competenze teoriche diventino insufficienti senza un confronto diretto con progetti concreti.
La scelta di Prisma di collaborare con il mondo universitario e con Istituti Tecnologici Superiori è volta a creare percorsi che favoriscano inserimento graduale nei team ma facendo esperienza pratica su casi reali, sfruttando la contaminazione tra competenze senior e nuove visioni e prendere fin da subito familiarità con strumenti AI e workflow moderni.
Costruire oggi i professionisti di domani
L’obiettivo, quindi, non è soltanto formare tecnici, ma costruire professionisti capaci di lavorare in contesti complessi, interdisciplinari e in continua evoluzione.
Se osserviamo bene il passato vediamo che ogni rivoluzione tecnologica ha trasformato il lavoro. Ma le aziende che hanno lasciato il segno non sono state quelle che hanno semplicemente automatizzato di più: sono state quelle che hanno saputo creare nuove competenze.
L’AI sta ridefinendo i ruoli entry-level, è vero, questo fa in modo che diventi prioritario creare ambienti in cui i giovani possano imparare lavorando davvero.
In Prisma vediamo questa trasformazione come un’opportunità:
non per ridurre il valore umano del lavoro, ma per aumentarlo.